Una città in bilico tra realtà e antiche leggende
Vita che scorre tra la biancheria stesa e gli infiniti balconi
Il sapore incomparabile di Napoli

Napoli è stata la prima città che ho visitato nel sud Italia. Avevo iniziato a sognarla e ad immaginarmela dai racconti di amici nati lì, che descrivono la loro terra come unica. E in effetti di città simili a Napoli fino ad ora non ne ho viste! Per quanto caotica possa essere, Napoli colpisce dritto al cuore per le cose belle e quelle meno belle e tra le vie e i quartieri c’è una magia che non si dimentica facilmente.

Questa città offre moltissimi luoghi di interesse che sono molto affollati, a causa anche della crescita esponenziale del turismo negli ultimi anni. Ti consiglio di visitare questi luoghi, ma anche di addentrarti nelle vie, lasciarti trasportare e ascoltare la vita che scorre. Perché alla fine, più che per i negozi e monumenti, Napoli è fatta della sua gente, delle loro case e di quegli angolini che si scoprono per caso.

Se non hai mai visitato questa città, qui troverai alcune idee cosa vedere a Napoli in 3 giorni.

Informazioni pratiche

Come arrivare a Napoli e come muoversi

Napoli è una città ben collegata e ci si arriva senza problemi in treno e in aereo.
Se arrivi in aereo puoi raggiungere la stazione centrale con la navetta Alibus in circa 15 minuti.

Moltissime tratte di Italo e Trenitalia permettono di raggiungere Napoli in diverse ore del giorno. Dalla stazione centrale si può tranquillamente prendere la metro per spostarsi.

Il biglietto giornaliero dei trasporti in città costa 3,50 € e vale per bus, metro linea 1, tram, funicolare fino alla mezzanotte del giorno in cui si convalida.

In alternativa, la corsa singola costa 1,50 € e il biglietto settimanale 7,50 €.

Quanti giorni servono per visitare Napoli

Risposta sincera? I giorni non sono mai abbastanza! Napoli ha tantissime cose da offrire ed è una città che deve essere esplorata bene per poter capire almeno un po’ della sua anima e per questo serve tempo.
Quindi ti consiglio minimo tre o quattro giorni per vedere solo il cuore di Napoli.
Ma merita decisamente una seconda visita o più giorni per approfondire la sua conoscenza.

Dove dormire a Napoli

Quando ho iniziato ad organizzare il mio viaggio a Napoli non sapevo bene dove poter dormire in sicurezza e tranquillità, spendendo il giusto. I B&B e gli hotel qui sono tantissimi, ma non tutte le zone sono ideali.
Se hai poco tempo, ti consiglio una sistemazione nel centro storico che ti permetta di spostarti a piedi.
Nel lungomare vero e proprio ci sono gli hotel più lussuosi, ma nelle strade più interne si trova sicuramente più conveniente. Io ho soggiornato nel quartiere Chiaia, a pochi passi dal lungomare al B&B Spira Mirabilis.

Cosa vedere a Napoli in 3 giorni

Giorno 1. Esplorare il cuore di Napoli: il centro storico

Port'Alba

Per partire alla scoperta di Napoli e iniziare ad ambientarsi al ritmo di questa metropoli, il centro storico è il luogo ideale.
A Napoli si mangia molto e bene, quindi fortunatamente per smaltire si può camminare tanto per vedere tutte le cose che il centro storico ha da offrire!

Per il mio itinerario a piedi ho scelto come punto d’inizio Piazza Dante, dove si erge la statua di Dante Alighieri, che collega la famosa Via Toledo a Port’Alba.
Via Port’Alba è un luogo magico per chi ama i libri: ci sono un sacco di negozietti pieni zeppi di libri interessanti e mercatini di libri usati.

Dopo una pizza al portafoglio all’Antica Pizzeria Port’Alba, in un attimo si raggiunge Piazza Bellini, il luogo perfetto per un aperitivo. La sera si riempie di gente giovane e di energia, è uno dei cuori della movida napoletana!

Prima di arrivare alla famosa Via dei Tribunali, puoi fare una deviazione verso via S.Sebastiano e Via S.Benedetto Croce per raggiungere la Chiesa del Gesù Nuovo, con la sua particolare facciata in stile barocco.

Addentrandoti tra i vicoli del centro storico ti imbatterai anche senza volerlo in punti della città meravigliosi, come la chiassosa e turistica Via dei Tribunali, dove finirai in mezzo a suoni e profumi che a loro modo hanno un ordine.

La vicina Via San Gregorio Armeno ti risucchierà in un’atmosfera natalizia anche in piena estate! Qui infatti gli artigiani locali mettono in mostra le loro opere e si resta incantati davanti a presepi curati nei minimi dettagli.

Dalla magia del Natale, puoi passare ai misteri del sottosuolo visitando la Napoli Sotterranea. Si scende fino a 40 metri per visitare ex rifugi antiaerei e antichi acquedotti. L’entrata ufficiale è quella in Piazza San Gaetano 68, ci sono visite guidate della durata di 90 minuti. Il costo è 10 € e ne vale la pena!

Per riempirti ancora gli occhi di bellezza, c’è la Cappella Sansevero, dove riposa il Cristo Velato. Anche se non sei appassionato di arte, resterai incantato davanti a questa famosa e bellissima scultura.

Lì vicino puoi fare un salto ad ammirare la Cattedrale di San Gennaro (Duomo).

Finito? Ma certo che no! Perché da Piazza Dante in direzione opposta, c’è un altro mondo da scoprire: Via Toledo e la sua metro in mosaico blu, i Quartieri Spagnoli, la Galleria Umberto I.

In questa parte della città, proprio alla fine di Via Toledo, c’è Piazza del Plebiscito. Simbolo di Napoli, un luogo così arioso e così imponente.

Un altra esperienza che ti consiglio e di passeggiare tra le bancarelle del Mercato Pignasecca, dove puoi vivere scene tipicamente napoletane: bancarelle piene di cibo, pescivendoli all’opera e fruttivendoli urlanti.

Da non perdere

Ascoltare, annusare e perdersi tra la vita nei Quartieri Spagnoli. Personalmente, è stata una delle esperienze a Napoli che ho apprezzato di più. I Quartieri Spagnoli erano (e un po’ lo sono tuttora) abbastanza malfamati, in particolare alla sera. Gli infiniti balconi, gli sguardi della gente, bambini e anziani seduti fuori dalle loro minuscole case, questi sono i Quartieri Spagnoli. Tra i bassi (abitazioni molto piccole tipiche di questo e altri quartieri, come il Rione Sanità) ci si imbatte in capitelli e murales colorati, come quelli di Pino Daniele, Maradona e Sofia Loren.

Giorno 2. Il lato romantico di Napoli: il Lungomare di Mergellina e Posillipo

Castel dell'Ovo

Voglia di viste che danno un senso di infinito romanticismo? Una delle esperienze immancabili è passeggiare nel lungomare di Napoli. Da Castel dell’Ovo fino a Posillipo puoi camminare per 5 chilometri ammirando da un lato il mare azzurro e il Vesuvio, e dall’altro le case che si arrampicano in salita. Anche qui Napoli si contraddice, tra l’idea di libertà e di infinito e le moltissime abitazioni una accanto all’altra, come se ogni centimetro dovesse per forza essere riempito.

Il lungomare è da assaporare e ascoltare lentamente, è fatto per sedersi sugli scogli e ascoltare l’eco della città che finisce nel mare.

Un punto romantico di Napoli è il quartiere Vomero, una collina dalla quale si gode una vista spettacolare di Napoli. Per arrivare al Vomero si può fare una camminata panoramica che collega il centro storico alla collina, fino ad arrivare alla Certosa di San Martino e a Castel Sant’Elmo. La salita è composta da 414 scalini.

Giorno 3. Un’immersione nella vita vera: il Cimitero delle Fontanelle, il Rione Sanità e i musei

Casa di Totò

C’è una parte di Napoli dove credenze religiose e leggende del passato prendono forma: il Rione Sanità.

Questo quartiere non è tra i più turistici e non è per tutti. Ma se vuoi osservare quell’atmosfera della città che sa di vita reale e (per ora) poco toccata dal turismo di massa, allora è il posto giusto.

Dagli inizi degli anni 2000 sono nate diverse attività di riqualificazione del Rione Sanità, che raccoglie molti punti di meravigliose contraddizioni.

Per maggiori informazioni sul Rione Sanità visita il sito“Catacombe di Napoli”.

Oltre a questo, al Rione Sanità puoi calarti nel mondo sotterraneo delle Catacombe di San Gennaro, visitare le Basiliche di San Gennaro extra Moenia e quella di Santa Maria della Sanità.

C’è poi il civico 109 di Via Santa Maria Antesaecula, ovvero la casa natale di Totò.

Da non perdere

Il Cimitero delle Fontanelle. Un cimitero antico, di oltre 3000 mq, contenente una miriade di teschi e ossa varie di vittime della grande epidemia di peste nel 1656 e in seguito di colera nel 1837.

Questo cimitero è diventato nel corso degli anni un particolare luogo di culto per l’adorazione dei morti.

Uno dei modi per prendersi cura di queste anime colpite da una morte violenta era l’adozione della capuzzella: si sceglieva un teschio, ci si prendeva cura di esso facendogli avere una “casa” (ecco perché alcuni teschi sono all’interno di piccoli contenitori), lasciandogli degli oggetti. In cambio, si chiede grazia, salute e serenità per i propri cari.

Il Cimitero delle Fontanelle è un luogo avvolto dal mistero e da visitare in silenzio. Un posto che ti cattura e ti lascia sospeso in una strana magia.

Dopo aver visitato Napoli, posso confermare che le parole dei miei amici nati lì sono vere: di città simili non ce ne sono. Napoli ha un sapore incomparabile.

Siamo curiosi di scoprire ancora di più su questa città e ci torneremo sicuramente. Per questo se hai qualche consiglio per noi, lasciaci un commento!